IRCrES, Istituto di ricerca sulla crescita economica sostenibile del Consiglio Nazionale delle Ricerche nasce il 21 ottobre 2014 dall'unione del CERIS e delle UOS ISEM di Torino e Genova. 

 

Istituto di Ricerca sull'Impresa e lo Sviluppo (CERIS –CNR)

Il Centro Ricerche e Documentazione per l'Industria, antesignano del Ceris, nasce nel 1956 su iniziativa del professor Federico Maria Pacces che lo guida fino al 1972, anno della sua costituzione in organo del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Il Centro realizza una delle sue prime ricerche, studiando il rapporto fra 132 aziende industriali piemontesi e gli Istituti di credito locali, al fine di approfondire il collegamento tra industria e finanza. Di particolare importanza per la sua evoluzione successiva fu l’incarico, ricevuto nel 1961 dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sui limiti alla concorrenza di realizzare uno studio sul ruolo esercitato dalla finanza nel condizionare i mercati. 

Le indagini sul “finanziamento delle società in Italia e sull’autofinanziamento dell’industria”, basate su documenti forniti dal Ministero delle Finanze e su bilanci d’impresa, raccolti presso l’Assonime, costituirono la base delle ricerche del futuro Ceris, nato nel frattempo dall’accordo tra Università di Torino e CNR per l’attuazione di una ricerca sullo sviluppo economico-industriale italiano.  Queste ricerche posero le fondamenta per la nascita dell’Archivio cartaceo dei bilanci delle imprese italiane, archivio costantemente integrato e aggiornato fino agli anni 2010.

Dall’esame dei bilanci, così raccolti, i primi ricercatori del prof. Pacces, tra i quali Enrico Filippi e Giovanni Zanetti, completarono una ricerca sullo sviluppo, pubblicata in due volumi (Finanza e sviluppo della grande industria in Italia) e stilarono gli elenchi delle maggiori imprese manifatturiere italiane.

Il Centro, finanziato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, attraverso contratti di ricerca relativi a singoli progetti, assunse nel 1964 la denominazione di Ceris - Centro di ricerche sull’impresa e lo sviluppo e, in virtù dell’accordo del 1967 tra Università di Torino e Consiglio Nazionale delle Ricerche, proseguì la sua attività di ricerca presso la SAI - Scuola di Amministrazione Industriale, anch’essa diretta dal prof. Pacces, in via Ventimiglia 115 a Torino.

Nel 1972, il prof. Gian Maria Gros-Pietro diventa direttore del Ceris – Centro di Ricerche sull’Impresa e lo Sviluppo, oramai costituito in organo del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Nel 1976 il Centro diviene Laboratorio del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dall’aprile del 1977 proseguirà la sua attività in una sede autonoma in via Avogadro, 8 a Torino.

Gli anni settanta hanno visto rafforzare la collaborazione con la Pubblica Amministrazione. Come da statuto, l’Istituto ha sempre messo a disposizione di Organi di Governo e Pubblica Amministrazione le proprie competenze e la documentazione esistente in vari campi: politica economica e industriale, regolazione del mercato, promozione dell’innovazione, definizione delle tariffe. Costante in quegli anni la collaborazione con il CIP - Comitato Interministeriale Prezzi - per l’analisi dei costi di produzione di beni e servizi sottoposti a regime di prezzo amministrato; con il Ministero dell’Industria per i provvedimenti di politica industriale e per quelli in campo assicurativo con la «Commissione Filippi», diretta dal prof. Enrico Filippi, e con l’allora Ministero delle Partecipazioni Statali per i problemi riguardanti le imprese pubbliche. Particolari interventi sono stati richiesti in occasione delle leggi per la riconversione industriale e per il risanamento finanziario delle grandi imprese.

L’archivio bilanci ha elaborato una propria architettura di classificazione ed elaborazione dei dati di bilancio delle imprese che è stata utile, in una prima collaborazione, a partire dal 1977, con l’allora Istituto Bancario San Paolo per la gestione di un archivio bilanci molto più ampio. Pochi anni dopo, sotto l’auspicio dell’ABI e con l’incoraggiamento della Banca d’Italia è sorta a Torino la Centrale dei Bilanci che ha adottato come base la metodologia CERIS.

La definitiva trasformazione in Istituto del Consiglio Nazionale delle Ricerche avviene nel 1980. L’attività scientifica dell’Istituto rimane saldamente legata ai campi d’indagine sui quali continua ad accumulare la propria esperienza, fattore che ha consentito a un’organizzazione, relativamente piccola, di mantenere un alto livello di riconoscimento scientifico.

Gli anni ottanta sono stati caratterizzati dalla partecipazione a Progetti comunitari e ai Progetti Finalizzati CNR (Economia Italiana, Tecnologie Meccaniche, Informatica, Energetica II, Internazionalizzazione) attraverso i quali si rafforza l’attività dell’Istituto nel campo dell’economia industriale e dell’economia dell’innovazione.

Negli anni ’90 continua la partecipazione del Ceris ai Progetti Finalizzati del CNR (Robotica) e a vari Progetti Strategici che ne prendono il posto. In questo contesto il Ceris si conferma come istituto di riferimento nello studio dell’automazione industriale sia sul lato dell’offerta, sia sul fronte delle conseguenze economiche e sociali, ma nel contempo inizia ad occuparsi anche del sistema agro-alimentare (con il P.F. RAISA) e, nell’ambito di una pluriennale collaborazione con il CNEL, delle tematiche relative allo sviluppo locale attraverso lo studio dei distretti industriali e delle politiche regionali.

La crescita delle relazioni con il mondo dell’università e della ricerca in Italia e all’estero porta l’istituto ad organizzare due importanti convegni: nel 1992 ospita a Torino il XVII convegno annuale della rivista l’Industria mentre nel 1998 è la volta del convegno dell’associazione europea degli economisti industriali (EARIE).

Con il nuovo millennio muta completamente il quadro istituzionale in cui si muove il Ceris a seguito dell’evoluzione della politica della ricerca in Italia: l’attività di ricerca si concentra soprattutto sui progetti ordinari, essendosi chiusi tutti i Progetti Strategici (tranne il PS “Governance”), mentre aumenta l’attenzione verso i progetti europei che diventano un fattore di attrazione sia per le risorse, sia per le collaborazioni.

Nel 2003 a seguito della soppressione di alcuni istituti nell’ambito della riforma del CNR due gruppi di ricercatori di Roma e Milano confluiscono nel Ceris creando due Unità Operative rispettivamente attive a Roma e Milano con un conseguente ampliamento degli interessi di ricerca che comprendono in particolare le tematiche dell’economia ambientale (Milano) e le istituzioni e le politiche per la ricerca (Roma).

Nel 2005 il Ceris si trasferisce nell’attuale sede a Moncalieri presso il Collegio Carlo Alberto.

Nel 2006 con il passaggio dell’Istituto di Metrologia G.Colonnetti dal CNR al nuovo ente per la ricerca metrologica (INRIM), il personale del suo Ufficio IT chiede di rimanere al CNR nell’ambito del CERIS. In questo modo pur continuando a garantire il funzionamento dell’infrastruttura della rete CNR in Piemonte, le capacità informatiche dell’istituto sono sensibilmente incrementate

Sempre nel 2006, per festeggiare i 50 anni di attività del Ceris è ospitato a Moncalieri presso il Carlo Alberto il XXX Convegno annuale della rivista l’Industria  “Per tornare allo sviluppo - Vecchi e nuovi protagonisti dell’industria italiana”.

Gli anni 2000 sono contrassegnati sul piano scientifico da un deciso orientamento del Ceris verso le collaborazioni europee e verso il sostegno di alcuni dottorati in Italia. L’istituto si impegna nel finanziamento di borse di dottorato nell’ambito dei dottorati delle università di Bergamo, Chieti-Pescara e Roma Sapienza e collabora attivamente con altri dottorati (Varese, Genova,). In ambito europeo si segnalano la partecipazione alla rete Gate2Growth per il sostegno alla mobilità dei dottorandi e alla rete Prime (network of excellence del .VII.Programma Quadro) che opera anch’essa a sostegno della mobilità dei dottorandi e dei giovani ricercatori, ma è anche propulsore della partecipazione congiunta a bandi europei sulle tematiche delle politiche della ricerca su cui il gruppo romano è fortemente impegnato tuttora. La sede milanese negli anni 2000 passa da un partenariato con l’ente italiano per la ricerca ambientale (ISPRA) ad una collaborazione diretta con l’Agenzia Europea per l’Ambiente, tuttora operativa e ormai allargata alla partecipazione a vari progetti europei.  

Questo forte impegno internazionale si concretizza anche nell’organizzazione di convegni e seminari. I più importanti sono nel 2008 a Moncalieri il XVI International Colloquium del GERPISA, mentre la sede di Roma ha ospitato ed organizzato varie iniziative internazionali tra cui merita ricordare nel 2011 la ENID Conference  Science and Technology Indicators on Actors and networks in European Science, e nel 2014, IWCEE International Workshop on Computational Economics and Econometrics  e la 27th CHER Annual Conference Universities in transition: shifting istitutional and organizational boundaries.

Nel corso degli anni tuttavia l’arrivo di nuovi ricercatori da ambiti scientifici diversi e la stessa evoluzione delle tematiche e degli interessi di ricerca determinano una profonda riflessione sulla mission dell’Istituto in cui le aree tradizionali dell’economia industriale e dell’innovazione sono sempre meno centrali a favore di tematiche più vicine al territorio, al sistema agro-alimentare, all’ambiente ed alla cultura. Nel 2014 a seguito di un lungo iter procedurale il Consiglio di amministrazione del CNR, sentiti il Consiglio di Istituto del Ceris e dell’ISEM ed il Consiglio Scientifico Generale, delibera la soppressione del Ceris e la costituzione del nuovo Istituto di Ricerca sulla Crescita Economica Sostenibile con sede principale a Moncalieri e sedi secondarie a Milano, Roma e Genova.

 

Istituto Dinamica Sistemi Economici (IDSE –CNR)

L'idea originaria di fondare un Istituto volto alla promozione degli studi e della ricerca in una prospettiva macroeconomica si è progressivamente affermata nel corso degli anni '80 nell'ambito delle attività connesse ai progetti finalizzati del Comitato per le Scienze Economiche, Statistiche e Sociologiche del CNR.

L'Istituto è stato fondato nel 1987 sulla base di un progetto elaborato diversi anni prima dal Professor Alberto Quadrio Curzio per conto del CNR che rispondesse sostanzialmente al duplice scopo dello studio della dinamica di lungo periodo dei sistemi economici e della comprensione del ruolo delle scienze economiche nel processo di sviluppo e di integrazione internazionale del sistema della ricerca.

L'IDSE (Istituto di Ricerca sulla Dinamica dei Sistemi Economici) del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha condensato nella denominazione gli elementi essenziali della sua impostazione scientifica e dei suoi scopi conoscitivi.

Lo statuto dell'IDSE ha identificato quattro principali obiettivi di studio:

(i) la dinamica dei sistemi economici;

(ii) le determinanti e gli effetti del cambiamento tecnologico e dell'innovazione;

(iii) il processo di integrazione internazionale dei sistemi economici;

(iv) le interdipendenze economiche fra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo.

Ogni tema è stato affrontato in una triplice prospettiva: di teoria pura, di analisi applicata e di elaborazione di politiche economiche. L'IDSE nella sua attività di ricerca ha focalizzato la propria attenzione sui processi di aggiustamento strutturale e sull'impatto economico esercitato dall'evoluzione dei grandi fattori di produzione (risorse umane, risorse naturali ed ambientali, tecnologia). In particolare, l'analisi economica del cambiamento tecnologico ha sempre occupato un ruolo importante negli indirizzi di ricerca dell'Istituto.

Nel corso della sua attività l’IDSE ha rappresentato un riferimento nazionale ed internazionale nell’analisi delle tematiche sopra indicate, realizzando convegni e seminari che hanno raccolto studiosi di diverse università ed enti scientifici.

Particolarmente significativa è stata l’attività di ricerca svolta dall’IDSE tra il 1996 e il 2004 per due progetti Strategici del CNR dal titolo “Disoccupazione e basso livello di attività in Italia” e  “L’Italia in Europa: governance e politiche per lo sviluppo economico e sociale”.

La collana Dynamis - Quaderni IDSE ha raccolto i risultati dell'attività di ricerca, dei seminari e delle conferenze effettuati presso l'Istituto. In questa collana sono stati inclusi anche reprints di lavori in aree di particolare interesse per l'attività dell'Istituto. I Quaderni hanno avuto ampia diffusione presso biblioteche universitarie ed istituti di ricerca.

Fra le monografie più rilevanti pubblicate dall’IDSE merita segnalare “Trasformazioni strutturali e competitività dei sistemi locali di produzione. Rapporto sul cambiamento strutturale dell'economia italiana”. I ricercatori dell’Istituto hanno realizzato questo Rapporto, edito da Franco Angeli nel 2000, al fine di analizzare la particolare fase evolutiva dell’economia Italiana, offrendo a supporto un ricco apparato di statistiche e di analisi. Il Rapporto IDSE-CNR ha inteso fornire inoltre un esame dei sistemi locali di produzione italiani in una prospettiva quantitativa di dinamica strutturale, studiando questa specificità italiana nel contesto internazionale, al fine sia di contribuire alla comprensione dei cambiamenti in atto, sia di suggerire opzioni di politica economica strutturale.

Negli anni di attività dell’Istituto si sono succeduti i seguenti direttori: Prof. Carlo Beretta, Prof. Gilberto Antonelli e Prof. Roberto Zoboli.

Nel 2001-2002, a seguito del processo di ristrutturazione del CNR, l’IDSE è confluito, insieme all’ex ISRDS di Roma, nell’ISPRI, Istituto Sperimentale sull'Innovazione e le Politiche della Ricerca, di cui ha rappresentato la sezione di Milano.

La mission fondamentale è rimasta quella del periodo precedente, cioè l’analisi del cambiamento strutturale dei sistemi economici. Tuttavia l’attività di ricerca si è progressivamente aperta ad aree tematiche nuove come l’analisi del capitale umano e quella delle risorse naturali ed ambientali in quanto fattori sempre più rilevanti nell’interpretazione del cambiamento strutturale in atto.

Queste nuove tematiche si sono ulteriormente rafforzate a partire dal 2003, quando a seguito della soppressione dell’ISPRI, il personale è confluito nel Ceris (Istituto di Ricerca sull’Impresa e lo Sviluppo) di Torino.

 

Centro per lo Studio delle Letterature e delle Culture delle Aree Emergenti (CSAE-CNR)

Fondato nel 1993 dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il Centro per lo Studio delle Letterature e delle Culture delle Aree Emergenti (CSAE) di Torino ha svolto attività nell’ambito delle letterature extraeuropee di espressione francese e inglese, muovendosi nel quadro delle culture dei paesi extraeuropei nelle aree africana, americana, australiana e indiana, con una prospettiva multidisciplinare che accostava all’approccio letterario studi sulle specifiche identità culturali ed etnoantropologiche.

La mission dello CSAE si articolava attorno a quattro principali linee di interesse: 1. descrizione delle strutture culturali autoctone e loro apporto alle forme letterarie utilizzate in Paesi extra europei ed espresse in lingue europee; 2. descrizione di apporti specifici delle varie matrici culturali europee in relazione alle condizioni storico-geografiche dell’incontro con le aree indicate; 3. analisi delle sintesi delle due componenti, autoctona ed europea, e delle nuove caratterizzazioni tipologiche di ciascuna area; 4. individuazione delle specificità nella formazione delle letterature nazionali dei Paesi emergenti presi in considerazione.

In tale contesto, in convenzione con l’Università degli studi di Torino, lo CSAE ha sviluppato la propria ricerca attorno a tre  progetti prioritari:

  1. Origini e sviluppi dell’immaginario nelle espressioni letterarie delle aree emergenti;
  2. Archivi dell’oralità e sintesi multietnica di antica o di recente formazione;
  3. Negritudine, Indigenismo, Spiralismo...: funzioni e modalità dei movimenti artistici nelle culture emergenti.

Inoltre, ha partecipato a progetti di interesse nazionale come i Progetti strategici: “Nuove tecnologie e linguaggi”, “Progetto strategico sulla traduzione” e “Scrittura e paesaggio”, il Progetto infrastrutturale Biblos e il Progetto finalizzato “Beni Culturali”.

In collaborazione con istituzioni nazionali e internazionali, Università, specialisti e scrittori, lo CSAE ha coordinato studi e ricerche, promuovendo la pubblicazione di libri, saggi critici e opere inedite di creazione in edizione bilingue nelle collane editoriali Tracce, Centro per lo Studio delle Letterature e delle Culture delle Aree Emergenti,Progetto Strategico sulla Traduzione. Inoltre, ha curato la pubblicazione periodica della collana di saggi critici, comunicazioni e interviste, “Africa America Asia Australia”, del Gruppo di Studio delle Culture Letterarie dei Paesi anglofoni, francofoni e iberofoni. Ha partecipato anche alla cura della rivista di studi caraibici Caribana, diretta da Luigi Sampietro (Università di Milano). Infine, la sezione audiovisiva dello CSAE ha realizzato numerosi documentari e interviste filmate.

Nel 2001 lo CSAE confluiva nel nuovo Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea (ISEM-CNR) dove aggiornava la propria attività.

 

Centro di Studio sulla Storia della Tecnica (CSST-CNR)

Il Centro di Studio sulla Storia della Tecnica (CSST) del CNR è nato nel 1970 in convenzione con l’Università di Genova, per iniziare anche in Italia studi che integrassero ricerche nei campi della storia, soprattutto economica e sociale, della storia della scienza e più recentemente della storia ambientale, in particolare agraria e industriale.

Il CSST ha avuto il merito di sensibilizzare il mondo culturale italiano su questi temi, partecipando attivamente alla vita scientifica nazionale e internazionale, pubblicando il bollettino “Le Machine”, il periodico di informazione sulle ricerche in corso “Studi & Notizie” e, in seguito, i volumi monografici dei “Quaderni”, introducendo e approfondendo tematiche sulla storia delle tecniche, definendone metodi e scopi, nonché le loro connessioni con la storia della scienza, con il programma di promuovere ed organizzare gli studi di Storia della Tecnica in Italia, nel più generale ambito dell’area mediterranea ed europea. Il Centro ha curato l’individuazione e la raccolta di fonti relative alla storia della tecnica sotto forma di censimento delle fonti documentarie tradizionali materiali. Le sue iniziative si sono rivolte alle tecniche relative a: attrezzi, meccanismi elementari, macchine, strumenti; agricoltura; trasformazioni di materiali (lignei, metallici, tessili,....); insediamenti rurali e industriali; comunicazioni, trasporti e commercio; organizzazione del lavoro e della produzione; arte militare. Si è dotato infine di una biblioteca – unica in Italia – specializzata sulla storia delle tecniche e della scienza, di circa 20.000 volumi, alcuni antichi e rari.

L’ambito di ricerca del CSST si è incentrato su pratiche e tecniche che precedettero la rivoluzione industriale, sulla loro evoluzione e trasmissione nel tempo, sulle connessioni con le scienze, sulla storia minore di umili pratici e su esperienze economiche e sociali incentrate sull’elemento tecnico.

In particolare, il CSST si è occupato a) della manifattura preindustriale, al centro di molteplici aspetti di indagine e dell’industrializzazione in Italia, b) di vari aspetti di storia della cultura materiale, attraverso l’archeologia non solo industriale, c)  di storia navale mediterranea dal secolo XIV al XIX, focalizzata sulle costruzioni navali e sulle scienze nautiche, con particolare riferimento all'ambiente ligure (ivi compresa l’archeologia navale), con particolare attenzione al ruolo dei tecnici fra Medioevo e Rinascimento a partire dalle costruzioni navali e dall’arte della tintura, promuovendo anche la formazione di un database con informazioni sull’apprendistato a Genova tra Quattrocento e Cinquecento, d) della storia dell’evoluzione del sapere tecnico dal Medioevo all’Età Moderna, considerato sia autonomamente sia in relazione alle scienze, e) di scienze matematiche (Leonardo Fibonacci, Piero della Francesca, Luca Pacioli), f) di strumentazione scientifica, g) di scienze della terra teoriche ed applicate (Giovanni Arduino, Benedetto Nicolis di Robilant e Wolfgang Goethe).

Con la prima riforma del CNR, nel 2001 il CSST confluiva nel nuovo Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea dove aggiornava la propria attività.

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