Seminario: L’entanglement educativo nel rapporto Uomo/Natura/Patrimonio culturale. Un caso studio sulla metodologia dell’intrecciare tappeti | 27 gennaio 26
Si terrà il 27 gennaio p.v. alle 10.00 presso la sala riunioni CNR-IRCrES di Torino e online il seminario “L’entanglement educativo nel rapporto Uomo/Natura/Patrimonio culturale. Un caso studio sulla metodologia dell’intrecciare tappeti” tenuto dalla dott.ssa Patrizia Garista, Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, Dipartimento di scienze filosofiche, pedagogiche e sociali. Introduce e modera Elena Pagliarino. Per partecipare online link teams sotto, altre info in locandina.
Il seminario presenta una riflessione sull’entanglement tra uomo, natura e patrimonio culturale a partire da un caso studio sulla metodologia dell’intrecciare tappeti, intesa come mezzo per collegare il contributo del patrimonio culturale e dell’ambiente naturale, le esperienze personali, il benessere del singolo e della comunità a una prospettiva di welfare generativo. Un altro tema di riflessione riguarda gli approcci epistemologici e ontologici emergenti che mettono in discussione le concezioni antropocentriche di “cultura”, “comunità” o “azione” spingendoci a rivalutare i presupposti teorici e metodologici riguardanti, ad esempio, la cultura, la temporalità, il lavoro con le fonti, gli ambiti di studio visibili e invisibili, gli esseri viventi e non viventi. Realizzati da millenni, i tappeti utilizzano una varietà di materiali e servono a molteplici scopi. La tessitura non è solo attività pratica, ma assume diversi significati come processo che produce arte, identità culturali, forme di controllo e resistenza per affrontare l’incertezza, la perdita e la speranza. I tappeti possono essere oggetto di produzioni locali da esportare o esibire nei musei. Ci chiediamo allora quale ruolo possono avere in una prospettiva di welfare generativo. In una recente pubblicazione abbiamo definito la metodologia dell’intrecciare tappeti come un’estensione delle interviste in profondità, per esplorare le esperienze soggettive all’interno del rapporto uomo-natura e il modo in cui queste esperienze contribuiscono allo sviluppo, al benessere, alla qualità della vita in contesti rurali e urbani. La metodologia si basa su pratiche artistiche ed è intessuta nel modello di promozione della salute di Aaron Antonovsky, riletto attraverso il costrutto di entanglement della fisica quantistica, offrendo un approccio alternativo per cogliere le sfumature delle esperienze individuali e comunitarie di gruppi vulnerabili e della mobilitazione di risorse e beni comuni. I risultati dello studio sottolineano il valore della metodologia come strumento creativo. Offrendo nuove intuizioni su risorse e beni delle comunità, il caso studio riflette su sviluppi possibili nei campi della valorizzazione del patrimonio locale, della promozione della comunità nell’ottica di un turismo più sostenibile, dell’attivazione di processi di sostegno sociale con gruppi vulnerabili e della definizione di agganci tra arte, natura, welfare generativo e formazione.
