Articolo su “Studi Piemontesi”

Pubblicato l’ultimo fascicolo di Studi Piemontesi che contiene il contributo di Secondo RolfoAlle origini della meccanizzazione agricola in Piemonte: imprese meccaniche e agricoltori innovatori dall’800 alla seconda guerra mondiale“.

La meccanizzazione dell’agricoltura si affermò negli Stati Uniti già nella seconda metà dell’Ottocento, grazie allo sviluppo di un’industria specializzata nella produzione di macchinari agricoli. In Europa, invece, questo processo fu molto più graduale. Anche in Piemonte le innovazioni arrivarono lentamente: solo alcuni grandi proprietari terrieri più intraprendenti iniziarono a sperimentare nuove macchine, spesso importate dall’estero. Nel frattempo, le officine locali producevano attrezzi e macchinari di uso generale, senza una vera specializzazione agricola. A promuovere il cambiamento furono soprattutto società agrarie e accademie, che diffusero le nuove tecniche attraverso riviste, esposizioni e conferenze. Tuttavia, nemmeno l’avvento dell’automobile all’inizio del Novecento riuscì a trasformare rapidamente il settore. La svolta arrivò con la Prima guerra mondiale, quando l’importanza della meccanizzazione agricola divenne evidente e la FIAT avviò la produzione industriale dei suoi primi trattori. Tra le due guerre nacquero nuove aziende, ma le politiche autarchiche del regime fascista non favorirono una vera industrializzazione del comparto. Il settore rimase caratterizzato da piccole imprese e da una produzione frammentata, incapace di competere con i produttori stranieri, in particolare quelli statunitensi, che continuarono a dominare il mercato italiano.

studipiemontesi
studipiemontesi

 

Share on: